Come saranno i controlli dopo il trapianto di rene?

Ci sono grosse variazioni da caso a caso e da centro trapianti a centro trapianti.
In linea di massima, a Treviso si eseguiranno 2-3 controlli alla settimana nelle prime 1-3 settimane dopo la dimissione (nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì). Successivamente i controlli si ridurranno a 1 alla settimana, poi a 1 ogni 10-15 giorni e così via fino ad arrivare a 1 controllo ogni mese dopo circa 3 mesi e in seguito anche a 1 controllo ogni 2 mesi (dopo qualche anno).
Naturalmente questi dati si riferiscono a Pazienti senza problemi particolari. Problemi come un aumento della creatininemia, un calo dei globuli bianchi, inadeguati livelli ematici dei farmaci immunosoppressori, infezioni o febbri, richiederanno controlli ravvicinati o anche ricoveri.
Dopo circa 3-6 mesi dal trapianto, i Pazienti che non dipendono dal centro dialisi di Treviso potranno essere riaffidati ai loro centri dialisi di provenienza ed i controlli a Treviso si ridurranno a 1 ogni 6-12 mesi (generalmente in corrispondenza dell'anniversario di trapianto).
Questa elevata frequenza di controlli nel primo periodo potrà certamente creare problemi ai Pazienti residenti molto lontano dal centro trapianti. In questi casi noi suggeriamo di considerare la possibilità di stabilirsi a Treviso per qualche mese dopo il trapianto, in alberghi o appartamenti. Qualora ciò non fosse possibile, in linea di massima affideremmo il Paziente al Suo centro di dialisi o ad un centro trapianti più vicino alla Sua residenza e ridurremmo i controlli a Treviso in base alle disponibilità del Paziente o alle richieste del centro che Lo segue.
Ci preme comunque sottolineare che questa opzione non è ottimale e che nei primi 3-6 mesi dopo il trapianto è assai elevato il rischio di problemi infettivi e di rigetti, anche potenzialmente gravi. Tali problemi vanno rapidamente riconosciuti (talora anche prima che si manifestino con disturbi soggettivi nel Paziente) e trattati (talora con medicine difficilmente maneggiabili per il rischio di tossicità; talora invece riducendo i farmaci anti-rigetto e quindi correndo il rischio di danneggiare il rene trapiantato). E' chiaro che è assai meglio che ciò sia fatto da personale con esperienza specifica di trapianti, in una struttura con disponibilità di servizi (Radiologia, Medicina Nucleare, Microbiologia, Infettivologia, Rianimazione, Dermatologia, Oncologia, ecc.) abituati ad avere a che fare con trapiantati e meglio di tutto se da parte di personale che conosce il trapiantato fin dai primi giorni dopo l'intervento, avendo già una chiara idea delle difese e delle debolezze del suo organismo.
Ecco perché noi raccomandiamo che, per il trapianto, il Candidato si rivolga al centro trapianti più vicino alla Sua residenza e, se non lo fa, sia quanto meno disposto a stabilirsi nelle vicinanze del centro trapianti per alcuni mesi.
 
 
 
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