Ci possono essere dei problemi psicologici dopo il trapianto di rene?

Una delle paure più diffuse è quella di perdere il rene trapiantato. Questa paura è comprensibilissima, ma talora diventa talmente grande da ostacolare seriamente la vita del Paziente e, in certi rari casi, può addirittura necessitare dell'aiuto di uno psicologo o di una terapia psichiatrica. L'ideale sarebbe che ogni Paziente vivesse fatalisticamente ed alla giornata il dono del trapianto di rene, soddisfatto di ciò che ormai ha ed incurante di ciò che potrebbe non avere più in un futuro più o meno remoto.

Un'altra esigenza frequentemente sentita è quella di ridurre la terapia immunosoppressiva, soprattutto alla luce di eventuali effetti collaterali. Chiaramente lo scopo dei medici è quello di dare l'immunosoppressione alle dosi minime compatibili con un rischio bassissimo di perdere il rene. Talora gli effetti collaterali possono essere tali da indurre a ridurre le dosi accettando un rischio maggiore. Ciò andrà comunque fatto sempre sotto controllo medico. Il Paziente non dovrà mai ridurre le dosi dei farmaci spontaneamente, senza avvisare i medici: la riduzione della terapia da parte del Paziente è una delle cause principali di perdita del rene.

Se siete preoccupati della salute dell'organismo e degli effetti collaterali della terapia, se Vi angoscia l'idea di assumere molte medicine potenzialmente tossiche, probabilmente il trapianto di rene non fa per Voi.

Il trapiantato di rene deve accettare l'idea che dovrà assumere molte medicine, con un discreto rischio di tossicità, con una discreta probabilità di effetti collaterali, sapendo però di essere tenuto costantemente sotto controllo da medici che cercheranno di ridurre i rischi al minimo.
 
 
 
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