Come avviene l'assegnazione di un rene da cadavere ?

Quando si prelevano i reni da un donatore cadavere, uno dei due viene assegnato alla lista di attesa del centro trapianti che effettua il prelievo (ciò allo scopo di premiare i centri che fanno prelievi ed incrementare così le donazioni), l'altro viene invece messo a disposizione di tutta l'area del NIT (Nord Italia Transplant, comprenedente le 3 Venezie, la Liguria, la Lombardia e le Marche).

La scelta dei riceventi dei reni all'interno delle rispettive liste (cioè nella lista locale del centro trapianti e nella lista generale del NIT) avviene tenendo conto degli stessi 3 fattori:

1. la somiglianza tissutale tra il donatore e il ricevente (cioè si dà il rene a chi ha i tessuti più simili a quelli del donatore); 
2. la somiglianza di età tra donatore e ricevente (si vuole cioè evitare di dare reni a Pazienti di età troppo diversa da quella del donatore);
3. il tempo di attesa (si favoriscono i Pazienti che da più tempo sono nella lista di attesa del NIT). 

A parità di questi 3 fattori, ancora una volta allo scopo di premiare i centri che fanno più prelievi e quindi di incrementare le donazioni, il rene della lista generale viene assegnato ai centri che hanno donato di più negli ultimi tempi.

Si capisce così come, da un punto di vista puramente matematico, la probabilità di essere trapiantati da cadavere sia tanto maggiore quanti più prelievi effettua il centro nel quale si è iscritti e tanto minore quanto maggiore è la lista di attesa di quel centro (per ovvi meccanismi di competizione).

Il candidato prescelto verrà comunque trapiantato solo dopo che la visita medica e gli esami eseguiti immediatamente prima del trapianto avranno confermato la sua idoneità e dopo che la ricerca nel suo sangue di anticorpi diretti contro i tessuti del potenziale donatore (questo esame si chiama cross-match) sarà risultata negativa.

 
 
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